Anlong Veng, nel nord est della Cambogia, sta cambiando lentamente faccia, l’antica roccaforte dei Khmer rossi é in parte uscita dall’isolamento grazie alla costruzione di una nuova strada e sta cercando di rifarsi una vita nuova. In questa zona al confine con la Thailandia, hanno avuto luogo gli ultimi atti della storia dei Khmer Rossi, i rivoluzionari comunisti che dal 1975 al 1979 hanno governato la Cambogia imponendo uno dei regimi più spietati che l’Umanità abbia mai conosciuto.Oggi dopo trenta anni dalla fine del regime dei Khmer rossi che sterminò più di un terzo della popolazione (si parla di un milione e mezzo di vittime) e annientò le risorse economiche e culturali di un popolo intero, cinque ex responsabili del sanguinario regime sono sotto processo a Phnom Phen giudicati da un Tribunale Internazionale patrocinato dalle Nazioni Unite e composto da giudici cambogiani e stranieri. La mancanza di una memoria storica legittimata da una sentenza ufficiale fa sì che il passato non lontano dei Khmer rossi sia coperto ancora dal mistero e avvolto dalla paura di chi é stato testimone del genocidio di una nazione. La giovane la popolazione resta come sospesa tra un passato da chiudere e un futuro da ridisegnare tra molte incognite. In questo quadro in ogni caso i segni della follia khmer sono ancora evidenti ovunque e in alcuni casi sono diventati luoghi della memoria come Tuol Sleng la prigione di Phnom Penh o Choeung Ek più conosciuto come Killings Fields.
